10 marzo 2026

Torino, 2024



Torino, la stazione di Porta Susa è stata un appuntamento fisso settimanale nel periodo in cui mi ci recavo per l'invito settimanale a pranzo da parte di Marta. Andavamo in un piccolo locale di piazza Peyron, l'Aderivo o, talvolta, nel più pretenzioso Miscusi, in piazza Benefica. Entrambi abbastanza vicini a Porta Susa. 
Ora che Marta, ormai da mesi non abita più a Torino questa foto ha la forza nostalgica della memoria nel segno dell'evoluzione continua del nostro percorso di vita.

E' un paesaggio urbano, forse un po' basifichiamo, d'altronde scattiamo foto di volta in volta ghirriane, jodiciane, basifichiate, chiaramontane: ci muoviamo, insomma, in uno spazio necessariamente delimitato dai giganti.
Quello che cerco nelle mie foto è stuzzicare lo sguardo trasognato, stimolarlo nell'osservatore, come pausa del quotidiano, viaggio metafisico, trans-realtà. Lo sguardo sul mondo come "sguardo nuovo", pulizia dell'osservazione. La memoria, così, diventa un processo che parte proprio da una visione metafisica.

Rodolfo Marotta

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