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18 maggio 2026

Milano, 2024 (omaggio a Richard Estes)


Per realizzare questa foto mi sono ispirato, come faccio spesso, peraltro, ai dipinti iperrealisti  di Richard Estes, le sue vedute di New York che trovo molto seducenti.

Qui è Milano, via Dante, tagliata in un istante che non vuole essere il bressoniano "momento decisivo" ma uno degli infiniti momenti che compongono lo scorrere del tempo.
E' una foto eseguita dal caso, come le vedute dal finestrino del treno.
Sono molto attratto dalla casualità, lo scatto senza scattare nel mirino (in generale, non qui, in questa foto) assistendo alla grande sorpresa, lo spettacolo dell'immagine risultante


Richard Estes

Rodolfo Marotta

03 aprile 2026

Parco Sempione, Milano 2024



Segni nello spazio urbano a Parco Sempione. E' il paesaggio urbano che ritorna elevando il selciato a protagonista, ricacciando la città e i suoi abitanti nello spazio sfocato, comprimari.
La composizione inusuale pone Milano in secondo piano. La carreggiata, col suo snodo, conquista la scena.

Ricordo il giorno: una passeggiata nel parco in compagnia del nipote, appena giunto a Milano per iniziare un nuovo lavoro che era anche il suo primo. Passeggiando, parlammo a lungo, soprattutto della sua nuova situazione, delle aspettative, delle prove, delle paure. Era la prima volta che si allontanava dal suo paese (dove in seguito sarebbe ritornato...), dalla sua personale 'confort zone'. come non immedesimarsi in una esperienza che molti anni prima fu la mia...

E così, forse, i tracciati carreggiabili nella foto sembrano quasi indicare le direzioni del possibile futuro di G.. 
Milano era da conquistare, era là in fondo. Sarebbe diventata un sogno infranto. Alla fine, quella carreggiata che svolta a destra ed evita la città fu la traiettoria di G.








Rodolfo Marotta

28 gennaio 2026

Urbanscape, Milano 2024



Siamo a Milano, Parco Sempione.
Una donna elegante passa in bicicletta conquistando il centro della scena mentre un'altra, seduta su un parapetto le fa da contraltare statico. L'ambiente è tipicamente urbano. 
Un camion parcheggiato sulla destra sembra voler disturbare l'equilibrio dell'immagine.
il portellone aperto induce a pensare alla presenza di maestranze al lavoro, anche se non si vedono.

Possiamo chiederci quanto, una scena congelata dalla fotocamera possa dirci sulla vita cittadina?
Sullo sfondo, un semaforo e automobili in movimento ci conducono a quelle che sono le dinamiche metropolitane che la metafisica dominante nell'immagine tenderebbe a farci dimenticare. La città è viva lì infondo e sembra voler incorniciare con la sua dinamica una scena di primo piano la cui "lentezza" pare contraddire la velocità metropolitana.