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26 maggio 2026

Bologna, 2024


In piazza attendendo l'inizio del film a piazza Maggiore, Bologna, estate, fotografia analogica.
Prova di street photography che, come ho già avuto modo di ricordare tempo fa, è una pratica che non mi attrae, non mi si addice essendo più propenso ad una fotografia calma e meditata.
In questa foto abbiamo due piani distinti:
due ragazze e una signora, sedute vicine, probabilmente amiche o parenti, sono accomunate dal fatto di usare il telefonino. La signora a sinistra lo consulta con attenzione, la ragazza di centro sta telefonando, la ragazza di destra lo consulta in maniera annoiata. In primo piano un signore dall'aria afflitta ma forse semplicemente stanco, sembra essersi abbandonato sulla sedia di plastica, una lattina ai suoi piedi, lo zaino appoggiato sulla sedia vicina.
sono tutte storie che noi ignoriamo potendo al massimo impegnarci nell'immaginarle.

Minolta X700
Rokkor 28 mm
Ilford FP4

Rodolfo Marotta

02 maggio 2026

Bologna, 2024


La basilica di Santo Stefano, a Bologna è unpercorso labirintico attraverso la storia, a causa delle svarie stratificazioni costruttive che la caratterizzano e che si dipanano attraverso i secoli. E' pagana, paleocristiana, longobarda, romanica, gotica. La sua planimetria è un novello. La piazza su cui si erge è deliziosa, brulicante di turisti e giovani bolognesi.

La donna in piedi, immobile, sembra fissare un punto lontano, la postura marziale, i pugni chiusi, lo sguardo fisso, imperturbabile. In fondo sembra essere proprio lei il vero soggetto dell'immagine, il senso di mistero che emana la figura impassibile e statuaria. chissà cosa avrà attirato la sua attenzione parendo quasi isolarla dal vivace brulicare umano...

La fotografia è per il fine che mi sono proposto straordinariamente importante, grazie a caratteristiche che cercherò qui di evidenziare.
La cancellazione dello sguardo che circonda la parte inquadrata è per me importante quanto il rappresentato, ed è grazie a questa cancellazione che l'immagine assume un senso e diventa misurabile.
Contemporaneamente l'immagine continua nel visibile della cancellazione, e ci invita a vedere il resto del reale non rappresentato.
Questo duplice aspetto di rappresentare e cancellare non tende soltanto ad evocare l'assenza di limiti, escludendo ogni idea di completezza o di finito, ma ci indica qualcosa che non può essere delimitato, e cioè il reale.
(Luigi Ghirri)

Questo scritto di Ghirri richiama il rapporto dialettico tra quadro e fuoriquadro, sottolineato in questa foto dalla direzione dello sguardo della donna raffigurata.

Rodolfo Marotta