Questa foto è stata scattata dal finestrino del treno in corsa, un giorno che mi recavo nell'amata Puglia, l'ennesimo viaggio di uno spatriato.. i paesaggi che vengono colti da un treno in corsa hanno il fascino dell'imprevisto e la magia del viaggio. E' la foto del viaggiatore, più di qualunque immagine scattata a monumenti o luoghi esotici, è la rappresentazione del viaggio come divenire.
Quante volte ho percorso questa linea?
La prima volta credo fu nel 1980 quando mi recai a Torino per partecipare al concorso di assunzione. fu il primo viaggio cosciente al nord. Avevo viaggiato da bambino ma i ricordi erano ormai attenuati dal tempo. da quel primo viaggio le successive occasioni non si contano, le dormite negli scompartimenti, la routine delle fermate, i ritardi, le cuccette con le varie umanità, i riposi precari, quelli mancati, i treni vuoti, quelli affollati, in piedi incorridoio, le deviazioni inaspettate. E' stata l'odissea della mia vita.
Partenza da Milano. A Rimini incontravo il mare che mi accompagnava fino al Gargano, poi spariva per ricomparire a tratti dopo Bari.
Ho visto le spiagge nello scorrere delle stagioni: deserte d'inverno, affollate di bagnanti stressati ma convinti di riposarsi, d'estate, luoghi di passeggiate, corse e natura nelle mezze stagioni. Il mare vive la sua stagionalità, ora calmo come una tavola, ora grigio e minaccioso, quando spinto dal vento scarica la sua corsa sulla terra (talvolta vicinissimo al treno in corsa).
Chissà che non sia dipesa proprio da quei viaggi erranti, dallo sguardo che indugiava lontano, verso una Jugoslavia immaginata poi, col tempo e con le guerre diventata Croazia. Sono passato che il mare era calmo ma di là c'era una guerra, la tragedia, la sofferenza.
Chissà che non sia dipesa da quel guardare, sognare, immaginare, la mia attrazione per l'orizzonte.
Rodolfo Marotta
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