Questa foto fa parte della serie scattata nelle cave di Marco Vito, le cave storiche da cui è stata estratta la pietra usata per la costruzione del centro storico di Lecce, quindi del suo barocco. Le antiche cave sono state recentemente recuperate dall'abbandono in cui erano cadute nel tempo, ridotte a discarica, e trasformate in un parco tematico sulla memoria e luogo di socializzazione.
In questa foto appare l'essenza intrinseca della pietra: nella struttura del taglio emerge la consistenza friabile della materia, quasi una metà strada tra uno stato di polvere e uno di roccia. Questa è l'essenza intrinseca della "pietra leccese", la precarietà geologica che si traduce in quella malleabilità così cara alle maestranze e agli architetti del '600.
La pietra leccese è costituita da calcareniti formatisi nel pliocene, nei fondali marini che allora occupavano l'area dell'odierno Salento. Incastonati nella roccia è spesso possibile scoprire formazioni fossili di origine marina.
Le cave di Marco Vito sono un luogo che spesso raggiungo in bicicletta per poi fermarmi a leggere sotto un poderoso alloro o al tavolino del piccolo bar della masseria Tagliatelle
Rodolfo Marotta
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