02 maggio 2026

Bologna, 2024


La basilica di Santo Stefano, a Bologna è unpercorso labirintico attraverso la storia, a causa delle svarie stratificazioni costruttive che la caratterizzano e che si dipanano attraverso i secoli. E' pagana, paleocristiana, longobarda, romanica, gotica. La sua planimetria è un novello. La piazza su cui si erge è deliziosa, brulicante di turisti e giovani bolognesi.

La donna in piedi, immobile, sembra fissare un punto lontano, la postura marziale, i pugni chiusi, lo sguardo fisso, imperturbabile. In fondo sembra essere proprio lei il vero soggetto dell'immagine, il senso di mistero che emana la figura impassibile e statuaria. chissà cosa avrà attirato la sua attenzione parendo quasi isolarla dal vivace brulicare umano...

La fotografia è per il fine che mi sono proposto straordinariamente importante, grazie a caratteristiche che cercherò qui di evidenziare.
La cancellazione dello sguardo che circonda la parte inquadrata è per me importante quanto il rappresentato, ed è grazie a questa cancellazione che l'immagine assume un senso e diventa misurabile.
Contemporaneamente l'immagine continua nel visibile della cancellazione, e ci invita a vedere il resto del reale non rappresentato.
Questo duplice aspetto di rappresentare e cancellare non tende soltanto ad evocare l'assenza di limiti, escludendo ogni idea di completezza o di finito, ma ci indica qualcosa che non può essere delimitato, e cioè il reale.
(Luigi Ghirri)

Questo scritto di Ghirri richiama il rapporto dialettico tra quadro e fuoriquadro, sottolineato in questa foto dalla direzione dello sguardo della donna raffigurata.

Rodolfo Marotta

Nessun commento: