E' la campagna salentina il luogo pretendono di ergersi a protezione del nulla, dove un tempo si dipanava il ricamo di sinuosi muretti a secco che oggigiorno, laddove non intervengono i bravi artigiani albanesi a ripristinarli, vengono ignobilmente sostituiti da muri in tufo se non addirittura da moderni laterizi precompressi.
Oltre il vecchio cancello inserito tra due pilastri in cemento, evidenza di interventi irrispettosi dell'ambiente e della stessa memoria del paesaggio, si intravede un vecchio casolare in apparenza abbandonato. nel mezzo, un campo di cereali mentre due poderosi pini mediterranei sembrano fungere da silenziose sentinelle.
La campagna salentina non ama l'ordine. Anche quando è presente, negli orti che qui chiamano 'giardini', parola che esprime la bellezza, la necessità della cura continua, sempre alcuni elementi, un muretto sbreccato, una vecchia costruzione cadente e aggredita dalla vegetazione spontanea, un oggetto dissonante, impongono elementi assemblati secondo un ritmo dall'apparenza casuale dove gli interventi umani non sembrano seguire una strategia ma si susseguono secondo casualità spazio temporali. Così capita che una recinzione a secco possa essere sostituita dal tufo e che un vecchio cancello arrugginito possa essere riposizionato tra montanti in cemento o magari sostituito da cancelli in lamiera zincata.
La passeggiata in campagna non è mai monotona. Spesso, però, nell'immediata campagna, appena lasciato alle spalle l'ultimo lembo urbano, si assiste a un pullulare di ville e casali pretenziosi circondati nei casi migliori da alte recinzioni murarie a secco mentre in quelli peggiori da orridi muri in materiale edile moderno, spesso caratterizzati da ampi viali di accesso in terra battuta affiancati da prati curati, fioriture e alberi giovani, da frutta o olivi. Queste costruzioni hanno spesso ingressi monumentali con ampie scalinate e un grande spazio a disposizione talvolta usato come frutteto o oliveto.
In qualche modo la campagna tende a perdere la sua verginità in favore di una sorta di modernismo che indipendentemente che lo si consideri deleterio o meno sembrerebbe inevitabile. Nulla come un paesaggio che, ricordiamolo, nasce come risultante dell'incontro tra natura e cultura, esprime il chiaro segno dei tempi!
La campagna salentina appare giacente tra due estremi: da una parte l'aggressione urbanistica a base di kitsch, dall'altra, non si dimentichi il dramma della xylella con la sua necessaria promessa di trasformazione e l'incertezza della direzione.